1000 in battuta

di Giuliano Masola. Aneddoti e storielle fanno parte del gioco, della leggenda, poiché danno colore, offrono una diversa interpretazione agli accadimenti, grazie alla fantasia. “Batting 1.000” è il titolo di un racconto di Daniel McAfee apparso nella rivista “The best of spitball”  del 1988. Si tratta dell’incontro, o meglio della grande sfida fra il narratore, Don Moore, lanciatore dalle medie stratosferiche dei Padres, e Ted Higman degli Yankees, che si dicesse provenire da altri mondi.  “Il calabrone”era alto poco più di un metro e mezzo, con un fisico pelle e ossa e due occhi gialli estremamente larghi (il viso minuto ne esaltava le dimensioni). Si diceva che dal suo lontano pianeta avesse ascoltato le nostre trasmissioni radio; grandemente incuriosito dalle prestazioni dei favolosi Yankees del ’27, aveva deciso di giungere in America e provare a giocare a baseball. Poco dopo esser giunto era entrato in squadra: dal primo giorno in poi continuava a battere 1.000, sconvolgendo stampa, tifosi e manager. Leggi tutto “1000 in battuta”

L’Italia vince l’Europeo Under 12 di baseball, ma parte male nell’Under 15

L’estate delle nazionali giovanili di baseball è iniziata con una grande soddisfazione. L’Under 12 è tornata sul tetto d’Europa vincendo  il torneo continentale giocato a Utrecht in Olanda. Gli azzurrini di Burato hanno vinto l’oro battendo (12-1) in una finale a senso unico la Francia.
A Wiener Neustadt (Austria) è invece iniziato con una sorprendente sconfitta (7-6, proprio contro la Francia) l’Europeo Under 15.

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4 luglio

di Giuliano Masola. L’Indipendence Day richiama a tante cose, a tanti titoli di opere cinematografie e di letteratura: fiction e romance paiono andare di pari passo. Bandiere che garriscono, seppur bruciacchiate e trapassate da proiettili, interminabili processioni a ricordo di un civile e guerresco eroismo si susseguono. Da giorni divise e cappellini del “July 4th” sono in commercio. Anche MLB.TV è a prezzo super scontato per un giorno. Quanta differenza con quanto capita da noi, dove esporre la bandiera nei giorni che hanno segnato una pietra miliare del nostro cammino verso l’unità e la democrazia sembra una forma di sorpassato folclorismo – provate a contare le bandiere che vede in giro, appena fuori dalle storiche porte cittadine (probabilmente la colpa è degli immigrati…). Gli “italiani” di tutta America sfilano con coccarde tricolori su divise yankee; è più che comprensibile; il barbecue, però, è americano, salvo le tagliatelle Alfredo’s dove al posto del peperoncino c’è aglio a volontà, Non chiediamo troppo alla luna: va già bene così. Fra pochi giorni, a Miami ci sarà la All Star Game, uno spettacolo nello spettacolo. Nelle due selezioni che si fronteggeranno ci saranno cognomi che richiamano il nostro Paese, Rizzo in primis. Questi figli di immigrati di terza o quarta generazione molto probabilmente di parole italiane ne sanno poche: pizza, macaroni, mama, papa; qualcuno potrebbe anche intonare la più nota canzone di Domenico Modugno al mondo, Nel blu dipinto di blu, col suo ritornello “Volare…oh, oh…, Cantare oh, oh…”, senza capirne il grande e profondo significato. L’America è l’America nonostante tutto; per quanto riguarda il baseball, abbiamo sempre tanto da imparare. I ragazzi americani non sono diversi e migliori dei nostri; la differenza è che giocano sempre, facendo spesso più sport quasi in contemporanea e, trasferendo le abilità da una attività agonistica all’altra. Attualmente, Tim Tebow, classe 1987, già quarterback (una specie di regista) dell’American Football League è entrato a far parte dell’organizzazione di Mets e sta lavorando sodo per raggiungere, gradi per grado, la Major League.   Leggi tutto “4 luglio”

“Safe!”

di Giuliano Masola. L’arbitro è al centro dell’attenzione per tanti motivi; spesso ci si ricorda di quando le sue decisioni sono apparse discutibili e, ovviamente, la sconfitta è derivata da ciò; l’ideale è non ricordarne il nome. Come ha detto qualcuno, probabilmente un amico di Yogi Berra, ci si aspetta da lui che sia in forma al 100% all’inizio di stagione e che lungo il campionato migliori ulteriormente. Un arbitro è un uomo, soprattutto una persona che si prende un compito delicato e non facile: fare in modo che tutto si svolga nell’ambito delle regole. E ciò deve farlo emettendo giudizi in tempi molto stretti, ben lontani da quelli della vita quotidiana. Forse è per questo che quando si trova coinvolto in vicende extra diamante la cosa può suscitare emozione e scalpore. Un fatto del genere è avvenuto il 28 giugno scorso a Pittsburgh, in Pennsylvania. Il trentaquattrenne John Tumpane, designato ad arbitrare I Pirates contro i Tampa Bay Devil Rays. Leggi tutto ““Safe!””