Lettere dalla Calabria – “Canny Ball”

di Giuliano Masola. Cannitello è una piccola frazione di Villa San Giovanni, pochi chilometri a sud di Scilla. Ha di fronte l’antica Cariddi (Capo Peloro); la“banchina” – una piccola protuberanza rocciosa – fa da confine fra il Tirreno e lo Jonio. Si trova nel punto del Continente più vicino alla Sicilia ed è anche quello di arrivo dell’annuale Traversata a nuoto dello Stretto (dalla Sicilia alla Calabria, a causa delle correnti, e non viceversa, come qualche moderno millantatore ha voluto dare a bere). Da tanti anni, questo piccolo borgo, fino alla Seconda guerra mondiale reso ricco dalla filatura della seta, è il luogo del mio annuale “buen retiro”.  Il tempo incide anche sui costumi di un piccolo paese con le case sulla spiaggia, per cui anche i riti, religiosi o meno, risentono del modificarsi dei costumi e perdono l’antica freschezza e capacità di coinvolgimento. Il mare è bello, piatto solo nel momento in cui le correnti, ascendente e discendente, si fronteggiano, prima di scambiare il loro moto. La vita da spiaggia, per quanto bella, tende alla monotonia, a uno scimmiottamento del quotidiano: al posto di giacca e cravatta, ci sono costume, ombrellone, sedia, sdraio, e la valigetta è sostituita dalla piscinetta – “Che barba… che noia”, come diceva l’impareggiabile Sandra Mondaini.

D’estate, tanti bambini affollano la spiaggia, rincorsi da nonne più che possessive e genitori super indaffarati. I bambini vogliono divertirsi e, per farlo, i giochi se li inventano; non vogliono starsene immobili e soli. All’inizio degli anni Novanta, con alcuni amici del luogo, ho organizzato “Canny Fest”, una giornata di giochi per bambini da un anno in avanti; normalmente si svolgeva il 15 agosto. Una naturale radiospiaggia provvedeva al raduno dei partecipanti, che venivano ripartiti in squadre; era previsto un punteggio per ogni gioco, con alla fine una squadra vincitrice. Per quanto possibile, nel tempo, ho introdotto giochi richiamavano il baseball; tirare, prendere, battere, lanciare una palla in un cerchio, ecc. Uno di questi consisteva nel far battere la palla dalla battigia, dopo aver mandato la squadra avversaria in acqua, per cercare di afferrarla al volo (con qualche rischio di incontri ravvicinati con le meduse). Lanci di palloni d’acqua erano sempre graditi. Purtroppo, dopo alcuni anni, si è conclusa questa esperienza, soppiantata da simili attività “istituzionalizzate”. Quei ragazzi, nel frattempo, sono cresciuti; alcuni di loro si sono sposati e hanno figli. Quest’anno ho incontrato una ragazzina tutto pepe di allora, diventata zia, con tantissimi nipoti. È veramente eccezionale nella sua attività di istitutrice di una truppa di bambini (diversi hanno ancora il pannolone, con quanto ne deriva). Parlando, le ho suggerito di fare qualcosa insieme per bambini e ragazzi e la sua risposta è stata subito affermativa: “Certo, che giochi gli faccio fare?” “Cominciamo da “bandiera”, poi facciamo “i portatori d’acqua”, e via.  Così, in questi giorni, nella seconda parte del pomeriggio, quando il sole riduce un poco la sua potenza, la vedi circondata da un nugolo vociante e scalpitante e vado a darle una mano. Non resta che andare in garage, vedere di raccogliere le attrezzature di un tempo, almeno ciò che è recuperabile. Un po’ di baseball ci vuole, ma non ho più una mazza di plastica, neppure un “batting-tee” (devo ricordare di portarli il prossimo anno), ma ho ciò che resta di una vecchia pompa e un pezzo di tubo da elettricista: qualcosa si può combinare ugualmente. Palle di ogni tipo e dimensione non mancano, soprattutto c’è voglia di divertirsi. So benissimo che molti di quei bambini (alcuni con caratteristiche e abilità davvero interessanti) ben difficilmente avranno a che fare col baseball, ma se capiterà loro l’occasione di veder sventolare una mazza o tirare una palla, ricorderanno quei loro primi tentativi sulla spiaggia. Cannitello è lontana, quasi sulla punta dello Stivale, ma non è così distante come geograficamente può apparire. È fatto di persone di una particolare cultura, costruita in secoli di vita dura e combattuta (è stato uno dei luoghi pressoché distrutti dal famoso terremoto di Messina del 1908). Non c’è un vero turismo, poiché sono gli abitanti di Reggio Calabria o della Piana retrostante che hanno qui una seconda casa, o sono ospiti di parenti rimasti sul posto. Il Ponte sullo Stretto dovrebbe avere proprio qui uno dei suoi piloni, ma per ora c’è solo l’insegna di un cantiere. Tutto fermo? Apparentemente sì. Ma Ulisse, sfuggito alle Sirene ammaliatrici, è passato da queste coste, e per poco non ci ha lasciato le penne, sbattuto dalle correnti fra Scilla e Cariddi, mentre Garibaldi, a poca distanza sul retrostante Aspromonte, è stato appiedato da una fucilata (esperienze, che purtroppo non hanno insegnato molto, ma hanno permesso a letterati e storici di dar vita ad accesi dibattiti). Tutto qui è aura, passato, con tanto presente e un pizzico di futuro. Non ci si deve fermare alle apparenze, però. Certo, non pare un posto da baseball, anche se il mio vicino di casa ha disputato una finale giovanile contro Parma, tanti anni fa, quando giocava nella squadra di Reggio Calabria (Parma vinse 28 a zero). Come in tante altre occasioni, tentar non nuoce, per cui se l’ultimo giorno di vacanza finisce con l’inizio del campionato dello sport nazionale per eccellenza e tutto il resto passa in secondo piano, non piangiamoci troppo sopra: “next year”, come si dice. In un mondo non facile, credo che l’attività ludica sia sempre più importante e costituisca un fattore di coesione indispensabile anche fra generazioni. Per giocare e far divertire non bisogna per forza avere insegnanti con tanto di diploma e specializzazione, quanto buona volontà, senso di servizio e inventiva. Il tempo non arresta la sua marcia; se finisci per scordare i nomi e i volti dei tanti che hai avuto intorno, che si sono divertiti con te, non preoccuparti: sono loro a ricordarsi di te, con un sorriso.

“Ehi, capo, stai sognando? Siamo qui, ci siamo tutti”.

“Canny ball!”.

Giuliano Masola. Cannitello, 8 agosto 2017.

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