Il vecchio e il bambino

di Giuliano Masola. Una famosa canzone di Francesco Guccini evidenzia lo stretto legame fra due età che si assomigliano e per questo vanno d’accordo; chi sta in mezzo ‒ i genitori ‒ rappresentano per entrambi una sorta di ostacolo. I nonni trasmettono memoria e danno sicurezza e, come si dice, hanno il compito di viziare i nipotini. Me ne rendo conto adesso che sono diventato nonno e ciò mi riporta al mio, molto rigido coi figli, ma molto disponibile con me e mio fratello.

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Il bar del “Bronx”

di Giuliano Masola.“Eravamo quattro amici al bar / Che volevano cambiare il mondo…”. Questa canzone di Gino Paoli mi ha ricordato che da tanto tempo non mi ritrovo regolarmente al bar con gli amici. I motivi sono tanti, forse non so neppure quali, ma è così. In questi giorni però mi piacerebbe farlo, anche se rintracciare e radunare gli amici di un tempo non è un’impresa facile; soprattutto è difficile trovare un bar che ci possa ospitare. L’Olimpico di via Montanara resta nei ricordi, nella leggenda se vogliamo. Era un punto obbligato per ragazzi che al massimo avevano in tasca i soldi per il gelato o la coca (quella che finisce con “cola”: cosa credete?), e non tutti i giorni. Un bar dove ci si incontrava prima e dopo le interminabili partite a calcio e a baseball nella bella stagione; d’inverno c’erano la briscola matta e il bigliardo, per chi poteva permetterselo.

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Lettera a un giovane venzuelano

di Giuliano Masola. Nel mondo del batti&corri è quasi automatico, nei momenti critici, quelli di passaggio e di trasformazione, trovare ispirazione e conforto daùa chi ha lasciato lettere e discorsi che continuano a lasciare il segno. “Ascoltami Jimmy” è un incipit che fa venire ancora la pelle d’oca a chi crede in un mondo aperto, libero, che si mette in gioco continuamente. Allo stesso modo l’addio di Lou Gehrig, ci richiama a una vita intensa e motivata. Sistemando il garage, ho trovato vecchi manuali; da uno di questi ho tradotto con grande fatica una lettera che mi pare interessante, penso in linea coi tempi pur essendo stata pubblicata nel 1993.

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Palla prigioniera

di Giuliano Masola. Il capitano Virgil Hilts si ritrova in cella e cercava di continuare a combattere facendo rimbalzare ritmicamente una palla da baseball contro una parete. Il suo tentativo di evasione non era riuscito, poiché la sua spettacolare corsa in moto per sfuggire dalla prigionia nazista si era infranta contro il filo spinato della frontiera svizzera. Solo qualche compagno ce l’aveva fatta. “La grande fuga” è un film di John Sturges del 1963, con Steve McQueen e Charles Bronson fra gli attori principali. Il cinema è “fiction” per cui, come in “Casablanca”, la verità storica è adattata; questo però non pone in difficoltà gli spettatori.

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Attesa

Vuoto il campo da baseball
‒ Un pettirosso
saltella lungo la panchina.

di giuliano Masola. “On the road” (“Sulla strada”), il celebre romanzo autobiografico dello scrittore franco-canadese Jack Kerouac padre della “beat generation” pubblicato nel 1951, ha rappresentato una sorta di guida per più generazioni, disposte a mettersi in gioco per trovare nuovi spazi di libertà. Kerouac ha scritto anche degli “haicu”, forme poetiche giapponesi che tentano di cogliere in pochi versi una sensazione, una visione, un momento magico, una sorta di colpo di fulmine; quello citato ci riguarda e vale la pena di provare a coglierne il suo profondo significato. Il campo da baseball è vuoto e possiamo immaginare che il silenzio la farebbe da padrone, se qualche refolo di vento non facesse vibrare le reti ‒ corde di una novella arpa birmana che ci richiama al ricordo degli scomparsi e alla repulsione della guerra.

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