L’Esclusiva del baseball

Questo è il Capitolo 3 della serie con cui Gianluigi Calestani racconta la sua stagione 1985. Ci parla di come ci si contendeva L’esclusiva del baseball

L’inizio della stagione di baseball si avvicinava a lunghi passi, le giornate si allungavano e nell’aria iniziava ad aleggiare il profumo di pece e terra rossa.

La nostra redazione sportiva era giovane e agguerrita, pronta a raccontare con entusiasmo il cammino delle squadre parmigiane. Già, al plurale. Perché quell’anno anche la Crocetta di Sandro Rizzi si sarebbe presentata ai nastri di partenza di un massimo campionato a girone unico articolato su tre partite settimanali e che avrebbe visto dodici squadre al via.

I playoff sarebbero stati introdotti soltanto l’anno successivo.

66 (sessantasei!) partite per ogni squadra. Si cominciava a inizio aprile, ultimo turno nel primo weekend di ottobre. Ah già… allora si poteva giocare a baseball anche a settembre. Meglio evitare confronti con il format delle stagioni attuali, non vorrei apparire polemico e qui si offre spazio soltanto alla memoria, non alla politica sportiva.

Per offrirvi un quadro d’insieme mi limito a ricordare che non solo Parma presentava due squadre: Rimini allora era capace di produrre giocatori di qualità anche per l’emergente Santarcangelo mentre la Maremma, oltre all’ambizioso Grosseto, poteva contare anche sul Castiglione della Pescaia.
Tra le protagoniste attese il Bologna, fortissimo campione uscente, e il Nettuno, squadra sempre ostica e alle prese con un profondo ricambio generazionale che avrebbe portato stabilmente in prima squadra giovani di belle speranze come Bagialemani, De Franceschi, Trinci e Cecconi. E scusate se è poco.

Il baseball lombardo era ancora rappresentato dagli avamposti di Lodi e Bollate, la capitale da un Goodrich combattivo e ricco di talento.
Un gran bel campionato, non c’è che dire.

Noi però non ne avremmo descritto le partite.
A quell’epoca le radio private parmigiane sgomitavano tra loro ed erano disposte ad offrire non pochi soldi alle società sportive cittadine in cambio del diritto di trasmettere le radiocronache delle loro partite interne.
Noi ci eravamo garantiti la pallavolo e il basket femminile, Radio Parma – emittente della Gazzetta di Parma ed espressione dell’Unione Parmense degli industriali – l’esclusiva del Parma calcio.

Restava da attribuire il baseball, sport estivo per eccellenza.
Onda Emilia poteva contare su una gruppo di radiocronisti volonteroso, sulla loro una ferrea volontà ma su poco altro: soldi non ce n’erano, e anche negli anni successivi ce ne sarebbero sempre stati pochini.
La brutta notizia era quindi nell’aria e nessuno si sorprese quando arrivò nelle prime ore di una mattina di marzo: “Il Parma e la Crocetta hanno ceduto l’esclusiva per le radiocronache a Radio Emilia, hanno firmato stanotte…”

Non riuscivamo a capacitarcene.
Però non ci arrendemmo: dopo una lunga riunione con i responsabili dell’emittente arrivò la decisione di puntare sulle radiocronache delle partite esterne, per le quali non valeva l’esclusiva.
Gianluca Conversi, allora responsabile dei servizi di baseball, ebbe un’illuminazione a metà tra il folle e il criminale. Si attaccò al telefono e iniziò una lunga serie di chiamate all’indirizzo dei presidenti delle altre società del campionato. Dopo una settimana si presentò trionfante in radio con una serie di fax: aveva ottenuto da ogni singola società partecipante l’esclusiva della trasmissione delle loro partite interne per la zona di Parma. Solo una mente luciferina avrebbe potuto produrre un’idea simile.

Sembra pazzesco, ma la cosa funzionò.
Radio Emilia avrebbe trasmesso la radiocronaca delle partite casalinghe di Parma e Crocetta mentre noi avremmo coperto un milione di chilometri, è vero, ma avremmo anche raccontato tutte le gare in trasferta. Senza spendere una lira per l’esclusiva e, soprattutto, con un ascolto molto più elevato.

In quel 1985 il pubblico si presentava all’Europeo per seguire le partite ma spesso l’attenzione era concentrata sulle radioline per ascoltare la radiocronaca della partita in trasferta dell’altra squadra parmigiana: erano trasferte a Rimini, Bologna, Grosseto, Nettuno… ed eravamo noi di Onda Emilia ad effettuarle.

Avevamo trasformato una sconfitta nel più clamoroso dei trionfi.

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