C’è differenza tra una partita lenta e una partita lunga

Il Commissioner della Major League Baseball (MLB) Rob Manfred ha regalato un intervento molto interessante ai giornalisti che lo hanno incontrato venerdì a Lakeland (Florida), sede dei Detroit Tigers durante lo Spring Training. La stampa americana era desiderosa di sapere quali modifiche regolamentari verranno introdotte con la regular season 2017 e ha stimolato il Commissioner. Manfred non si è fatto pregare, anche se ha premesso che in questo momento non è in grado di dire per certo quali modifiche ci saranno. Però ha detto la sua, senza giri di parole.

Un concetto espresso da Manfred appare di sicuro interesse anche per gli appassionati italiani: “Il baseball non ha bisogno di essere aggiustato”. In Inglese Manfred ha usato il termine “fixed”, che indica proprio una riparazione.
Ecco cosa intende: “Una partita può essere lunga e molto ben giocata. Quello sui cui dobbiamo intervenire è il ritmo a cui si gioca” in Inglese pace “Vogliamo un bel baseball, giocato a buon ritmo, con buona intensità. Quanto dura la partita è secondario”.

La principale modifica in discussione in America riguarda la zona dello strike. La si vuole alzare, portando il limite più basso appena sopra la rotula del ginocchio del battitore. Il motivo è che ci sono troppi strike out e la palla viene messa in gioco sempre meno.
“So che si corre un rischio, perchè il cambiamento darà vita a interpretazioni che potrebbero essere curiose” ha detto Manfred “Ma è un rischio che vale la pena di correre”.

Un rischio che non vale la pena di correre è, secondo il Commissioner, quello di introdurre il tie break: “La MLB non si aspetta veramente che la norma che prevede un corridore in seconda agli extra inning possa essere applicata nelle Grandi Leghe. Almeno, non in tempi brevi”.
La norma sarà comunque sperimentata in Rookie League: “Quello è un campionato per iniziare a sviluppare giocatori di Grande Lega. Non aiuta lo sviluppo di nessuno giocare 18 inning e trovarsi l’interbase a lanciare perchè nel bull pen non è rimasto nessuno”.

Le altre norme per aumentare il ritmo a cui si gioca e che sono in discussione in America riguardano: la limitazione dell’uscita dal box dei battitori, il modo di velocizzare i tempi dei lanciatori, ridurre i tempi delle visite e impedire i viaggi del catcher verso il monte, ridurre il tempo concesso al manager per chiedere il “challenge”, ovvero la revisione di un’azione alla moviola. Una norma che verrà quasi certamente introdotta, infine, è la possibilità di concedere la base intenzionale come nel softball: senza che il pitcher effettui i 4 lanci.
“So che pensate che ci farà risparmiare pochissimo tempo” ha concluso Manfred “Ma quei 4 lanci non aggiungono davvero niente al divertimento del pubblico”.

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