Dai! La vita è bella!

di Giuliano Masola. Nel baseball si dice che si vince, si perde oppure piove; ora possiamo aggiungere il “fattore V”. In questo difficile periodo in cui nessuno è in grado di stabilire la fine, possiamo solo parlarci e, grazie alla tecnologia, vederci, scambiarci informazioni, musica, libri. Sembra di vivere un sogno, chiedendoci se ciò in cui siamo immersi è realtà. Purtroppo lo è per chi soffre, per chi non ce l’ha fatta e per chi non ce la fa neppure a mangiare ogni giorno. Il sole splende, la temperatura mite; in un certo senso tutto sembra remare contro. Mi chiedo cosa ci aiuta a superare in questi giorni; personalmente cerco di guardare oltre, di progettare qualcosa, magari di difficile e forse di irrealizzabile.

Tutti noi abbiamo avuto, e tanti hanno ancora, una esperienza viva in campo; sanno cosa significhi abbassare mentalmente la guardia: gli avversari non aspettano altro. Con la scuola che probabilmente riprenderà a settembre e tutte le cautele che verranno molto probabilmente richieste per poter ricominciare a giocare, le difficoltà non saranno facili da superare. Una delle possibilità per raccogliere nuovi ragazzi e ragazze è quella di farci vedere, far conoscere il nostro gioco; tv e videogiochi possono essere d’aiuto, ma non più di tanto. Credo che questi giorni debbano in qualche modo farci ripensare anche al modo in cui approcciamo il baseball e il softball di casa nostra; la semplicità è un’arma vincente. Il tema di fondo, a mio parere, è quello di dare l’opportunità di giocare il più possibile, cercando formule che lo consentano. Purtroppo il “fattore V” è come “A livella” di Totò, poiché la sofferenza ci rende tutti uguali; solo una nuova fraternità e consapevolezza possono fungere da barriera. Che ci piaccia o no, siamo costretti a cambiare, formule, abitudini, comportamenti. Ora siamo invitati, per più che comprensibili ragioni, a distanziarci, a stare fisicamente lontani, perfino a essere separati in casa, e non perché si è litigato. Il problema è la solitudine soprattutto psicologica che ne deriva e che può tradursi in un malessere di più vasta portata, trasmissibile anche ai più giovani. Usando la testa, però, possiamo produrre gli anticorpi necessari. In questi giorni dobbiamo risolvere tanti problemi che quasi ci sembravano fuori dal mondo, come andare dal barbiere o dalla parrucchiera. Tutto ciò ci porta a riflettere anche sulle differenze sociali, ci mette a confronto con una realtà che abbiamo cercato di tenere lontana, quella della malattia, della vecchiaia, dell’indigenza, della guerra. E noi, cosa possiamo fare? Proviamo, per esempio, a pensare a cosa diremo alle nostre ragazze e ragazzi la prima volta che riprenderemo a scendere in campo: anche loro stanno cambiando e da noi si aspettano un messaggio che li rafforzi, che faccia tornare luminosi i loro sguardi. Anche per questo dobbiamo rafforzare i contatti, nel rispetto delle norme. Quelle righe che fatico a scrivere tendono a questo scopo, così come tante altre forme di comunicazione via internet e dintorni, da usare col cervello, ovviamente. A ben pensarci, non sono mai stato tanto in casa e mi sono reso conto di quanto non sia facile e di come possa vivere chi è costretto a farlo per tanti motivi. Eppure la vita continua ad essere bella, perché è bella la vita Una cosa particolarmente simpatica è costituita da concerti e canzoni realizzati da interpreti a distanza, da casa: un concetto nuovo di squadra. Anche se la tentazione è forte, evitiamo di chiuderci in noi stessi, magari alziamo il telefono per chiamare un compagno di gioco che abbiamo perso di vista da tanto tempo e dirci quanto bella è stata quell’esperienza e magari scambiarci idee su come cercare di recuperare una situazione veramente difficile per il batti&corri. Il mondo è sottosopra, ma lo era anche qualche mese fa, solo che ci faceva comodo far finta di non saperlo. Dovremo pertanto aumentare i nostri sforzi, non abbandonarci all’onda dei ricordi, ma essere protesi al domani. Alla mia età, un’età “domani” è a troppo breve distanza, per cui mi sforzo di guardare a “dopo domani”. Certo ci vuole una notevole capacità di immaginazione e di ottimismo, ma non credo ci siano alternative. Oggi è il giorno delle Palme, la grande festa che dà inizio alla Settimana Santa: mettiamo un rametto di palma, di ulivo, un fiore sulla porta per abbracciare il mondo. In tanti paesi, in particolare del Sud, palme intrecciate vengono benedette sulla riva del mare, un mare di cui il nostro corpo è in gran parte costituito e che collega tutti. Pertanto, prepariamoci alla nostra Pasqua, quella che ci rivedrà “risorti” in campo. Scambiamoci quindi uno sguardo colmo di fratellanza e di amore, sulle parole di una canzone che tocca sempre il cuore. “Sorridi, senza una ragione / Ama, come se fossi un bambino / Sorridi, non importa cosa dicono / Non ascoltare una parola di quello che dicono / perché la vita è bella così”.

“Smile!”.

Giuliano Masola, 5 aprile 2020

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