Nazionali, pioggia e deroghe: gli strani casi di Collecchio, Nuoro e Rovigo

 

 

Come tutti sanno nel baseball qualche volta si vince, qualche volta si perde e qualche volta piove.
Soprattutto quando sono in programma fondamentali partite di playoff.

Ricordiamo perfettamente le polemiche nate lo scorso anno in occasione delle Italian Baseball Series tra Bologna e Rimini quando i felsinei vinsero lo scudetto della stella al termine di una gara fortemente condizionata dalla pioggia e conclusa anzitempo senza che il Rimini potesse giocarsi fino in fondo le residue carte a disposizione.

“In futuro queste situazioni non dovranno più ripetersi, nelle gare decisive giusto allinearsi alle norme che regolano i playoff della Major League, fu la comune conclusione.


La nuova guida della Fibs ha mantenuto le promesse, ha messo mano alle circolari dell’attività agonistica ed ha stabilito che in occasione delle gare di postseason non sia più prevista l’omologazione anticipata di una gara: la partita dovrà essere conclusa e, in caso di sospensione, riprenderà dal punto dell’interruzione.

Perfetto. Peccato che la regola sia stata introdotta soltanto per le Italian Baseball Series e per le Italian Softball Series. Per tutte le altre gare e per le altre categorie la regola è rimasta invariata: superato il quinto inning il risultato viene omologato.

Ora andate a spiegarlo a qualcuno di Collecchio. I dirigenti della società parmense avevano chiesto alla Federazione una variazione delle date della postseason a causa della convocazione di Flisi e Paolini, due titolari della squadra, per l’impegno canadese della nazionale Under 18.
Uno scambio di date tra la semifinale di serie A Federale e quella di Coppa Italia motivata dalla necessità di avere a disposizione due giovani di talento per le gare decisive della stagione.

“Ci chiedono sempre di investire sui giovani, non possono toglierceli nel momento più importante della stagione”, dicevano a Collecchio.

“Niet”, la risposta della Federazione. Nessuna deroga, nessun cambio di data.

Il Collecchio ha fatto buon viso a cattivo gioco, è sceso in campo nella semifinale del campionato al meglio delle tre partite contro Imola, ha vinto in modo rocambolesco la prima gara, ha nettamente perso la seconda e ieri pomeriggio si è visto negare al sesto inning la possibilità di recuperare il 2-0 a favore dell’Imola a causa di una pioggia quasi torrenziale.
Gara sospesa e omologata con la legittima – a termini di regolamento – vittoria degli ospiti.

Stessa sorte stava per capitare al Nuoro softball, impegnato a Parma nella quarta partita dei playout  ISL per evitare la retrocessione in serie A2.
Al sesto inning, con Parma in vantaggio per 2 a 1, un paio di lampi hanno correttamente indotto gli arbitri a sospendere una partita giocata fin dall’inizio sotto una pioggia battente. In questo caso gli uomini in blu (depositari della corretta interpretazione del regolamento in assenza di un commissario di campo) hanno capito il dramma sportivo della squadra sarda ed hanno intelligentemente gestito la situazione: hanno atteso più di un’ora, hanno controllato la regolarità delle condizioni di gioco (campo quasi perfetto grazie anche al fattivo intervento, spugne e badili alla mano, dei dirigenti del Nuoro) e infine hanno consentito alla squadra isolana di giocarsi le possibilità di salvezza nel corso di un drammatico settimo attacco.

Ma torniamo a Collecchio, dove la rabbia è ulteriormente cresciuta dopo essere venuti a conoscenza di quanto avvenuto nel weekend a livello di baseball giovanile.
La deroga negata ai collecchiesi è invece stata concessa al Rovigo, impegnato con le proprie squadre giovanili nei concentramenti nazionali di Under 15 e Under 12.
Le gare delle squadre rodigine sono state spostate da sabato 9 a domenica 10 settembre per permettere lo svolgimento e la partecipazione di tutti gli atleti alla Baseball Night Rovigo, manifestazione di grande importanza per il batti-e-corri della città veneta ma sicuramente meno prestigiosa dei campionati mondiali Under 18.

Anche in questo caso Giove Pluvio ci ha messo lo zampino costringendo la società rodigina a interrompere la serata di festa dopo soli 40 minuti e impedendo alla formazione Under 15 di giocare il triangolare con Bologna e Torre Pedrera, previsto per domenica sul campo di Casteldebole e che avrebbe promosso due formazioni al turno successivo. L’Under 12 del Rovigo è riuscita a giocare domenica sul campo di San Martino Buonalbergo (e a qualificarsi, complimenti) ma ora il campionato Under 15 è zoppo. Per sabato 16 settembre sono in programma i quarti di finale, concentramenti a tre squadre che promuoveranno solo la prima classificata alla Final Four.

Fortunatamente il programma prevede una settimana di pausa in occasione del 23 settembre ma le società interessate manifestano la loro preoccupazione per un impegno concomitante con l’inizio delle scuole e per la composizione dei gironi dei successivi quarti di finale.

“L’ottanta per cento dei nostri ragazzi frequentano il primo e il secondo anno delle scuole superiori, hanno l’obbligo di frequenza anche il sabato e non siamo certi della volontà dei loro genitori di fargli perdere una giornata di scuola non prevista”, lamentano da Bologna.
E proseguono affermando che “la Commissione Organizzazione gare giovanili ha deciso di giocare comunque sabato 16 settembre gli altri quarti di finale rischiando di creare raggruppamenti di tre squadre decisi da criteri di viciniorietà e non dal merito sportivo. Gironi con tre vincitrici dei campionati provinciali e gironi con tre squadre classificate al secondo posto. Non lo riteniamo corretto”.

Tutto per una deroga.

E spiegatelo a quelli di Collecchio.

Una risposta a “Nazionali, pioggia e deroghe: gli strani casi di Collecchio, Nuoro e Rovigo”

  1. Ditelo anche a quelli dello Junior Parma, che impegnati a Settimo Torinese con il concentramento U15 dove la terza partita del sabato , che era Junior -Codogno non è stata disputata per pioggia, e le due squadre sono state obbligate a tornare a Settimo la domenica ed a nulla è servita la intesa delle stesse di giocare a Codogno senza doversi sobbarcare (anche i costi) una nuova lunga trasferta in terra piemontese.

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