L’anno che verrà

di Giuliano Masola. Nel luglio 2006 Angela Cavalli e Paolo Zbogar diedero vita a una nuova società quella dei Tigers. L’obiettivo era sostanzialmente quello di portare un po’ di aria fresca in un ambiente che tendeva più a rimuginare sul passato che a muoversi,verso il futuro. La società ebbe breve vita, in senso stretto, poiché a distanza di circa un anno divenne una sezione autonoma del Parma Baseball. Come normalmente accade, le novità scompigliano un po’ il campo, in particolare quando non ci sono tanti giocatori in circolazione. Di conseguenza, ciò portò anche a una reazione da parte di quelli che pensavano di poter vivere tranquillamente in una specie di status quo. Il tentativo però ebbe successo e nel giro di un paio d’anni, nel 2008, la “new entry” si portò a casa uno scudetto. Il segreto, se vogliamo, stava nell’ampia apertura verso l’esterno e, almeno nella fase iniziale, a una minore ricerca del campione, della vittoria come obiettivo primario (anche se nessuno va in campo per perdere). Paolo, in particolare, grazie anche al proprio lavoro, era abituato a stare in mezzo alla gente, ad avere molte relazioni e instaurarne sempre di nuove, a uscire dalle mura cittadine. Certo, non si trattava di una novità assoluta, poiché le società di Parma, in modo più o meno diretto, hanno sempre avuto rapporti a livello internazionale, ma questa volta non si trattava del classico torneo. Infatti, l’obiettivo iniziale di far giocare tutti, senza problemi, cominciò ad allargarsi. Si pensava di poter far giocare tutti coloro che avevano potenzialità e voglia di impegnarsi, potendo giocare a diversi livelli, in società diverse. Leggi tutto “L’anno che verrà”

i parametri per i ripescaggi in A1 e la Convention 2018

Ufficio Stampa Fibs. La seduta del 20 dicembre del Consiglio Federale FIBS ha deliberato riguardo le serie maggiori di baseball e softball, che riprenderanno entrambe, dopo un decennio, la denominazione di Serie A1. Le strutture e gli obiettivi a breve termine per i campionati restano quelli presentati nelle riunioni con i Club, sia per il baseball, sia per il softball, così come sono confermati in linea generale i parametri per la creazione delle graduatorie per i ripescaggi nelle serie superiori, ovvero:

  1. impianto d’illuminazione;
  2. partecipazione negli ultimi 5 anni al campionato per cui è richiesto il ripescaggio (oltre al non avere richiesto il ripescaggio a una serie superiore più di 1 volta negli ultimi 3 anni; non avere subito 2 retrocessioni consecutive; non avere una situazione debitoria nei confronti della FIBS in atto);
  3. avere partecipato ai play off per l’accesso alla serie richiesta;
  4. territorialità, con privilegio alle aree con minore diffusione della disciplina;
  5. rispetto dei parametri di partecipazione indicati nella CAA della categoria richiesta;
  6. maggiore attività giovanile;
  7. numero dei tesserati.

Per la A1 Baseball le richieste di ripescaggio andranno inviate alla Segreteria Generale entro la mezzanotte del 31 dicembre e le valutazioni verranno fatte a stretto giro dopo il 2 gennaio 2018. L’obiettivo confermato è quello già pianificato di raggiungere le 10 squadre nel 2018 e le 12 nel 2019. Per il softball, invece, il cui programma prevede comunque una riduzione a 10 squadre per il 2019, la composizione per il prossimo campionato dipenderà dalle iscrizioni perfezionate al 15 gennaio. Annunciato anche l’appuntamento con la Convention3, contenitore di eventi dedicati a tutto il movimento dei diamanti italiani che si svolgerà al PalaRiccione dal 26 al 28 gennaio 2018, con ospite d’onore, per il baseball, l’ex manager dei New York Mets Bobby Valentine.

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Crocetta, nel nome di Gianni Ferrarini

La cena sociale che come di consueto saluta la vecchia stagione e ci proietta nella nuova si è svolta nel nome di Gianni Ferrarini. Non poteva essere altrimenti, in quello che ieri sarebbe stato il giorno del suo 72mo compleanno. “Il Presidente” è stato ricordato da una rappresentanza dei suoi leoncini, salita sul palco a leggere un toccante pensiero in suo ricordo. Ricordo che rimarrà indelebile anche per l’iniziativa benefica voluta dalla famiglia. Ieri sera è stato dato il via alla raccolta fondi “Un’automedica per Gianni” con lo scopo di donare un’automedica alla Croce Rossa Italiana, sezione di Parma, il prossimo anno, nel 20° anniversario della prima automedica in servizio a Parma, iniziativa illustrata da Alan Ferrarini al fianco di Gianni Domenichini in rappresentanza dell’ente benemerito. Sul mezzo campeggerà il logo Crocetta. Oltre alle offerte spontanee, il contributo economico è venuto anche dalla vendita all’asta di alcuni “cimeli”, il prezzo più alto pagato per una statuetta raffigurante Joe Di Maggio, e di un quadro di Vittorio Ferrarini. Leggi tutto “Crocetta, nel nome di Gianni Ferrarini”

A Parma. Una occasione mancata?

Di Giuliano Masola. Forse non tutti sanno che nell’area ex Bormioli, a Parma, è previsto un nuovo complesso sportivo. L’area ‒ 80  mila mq. ‒  ospiterà diversi impianti e servizi. Nel prima bozza di progetto era compreso un campo da baseball e uno da football americano. “Era”, poiché questi due campi non sono più previsti. Non ssapendo perché il campo da baseball sia stato cassato, per cui ho provato a sentire chi poteva saperne qualcosa di più, ma come risposta mi è stata fatta una serie di domande. “Serve un altro campo da baseball a Parma? Una volta fatto, c’è chi è in grado di gestirlo?” Domande pertinenti, cui si potrebbe rispondere solo se ci fosse una visione, un progetto basato su una realistica previsione di crescita della nostra attività. Evidentemente, nessuno se la sente di poter prendersi impegni importanti e di lunga durata, vista la grande fatica che già ora si fa. Siamo onesti: vedere un periodo di crescita ed espansione non è facile; farlo potrebbe essere un azzardo troppo grande. Credo, però, che è proprio in questi casi che occorre parlarsi, scambiarsi idee e, se possibile, lavorare gomito a gomito. Sappiamo bene quanto il nostro Paese sia pieno di campanili, con campane diverse per suono e qualità; Parma è arrivata ad avere un centinaio fra chiese, oratori e monasteri, per cui non c’è da stupirsi se le campane non suonano tutte allo stesso orario. Come ho già detto altre volte, da un po’ di anni si è creato un vuoto con la scomparsa del Comitato Provinciale: nessuno è riuscito, o forse non ha ritenuto necessario, trovare una formula alternativa. Pertanto, fatti salvi gli incontri per l’organizzazione della attività Pre-baseball con la Scuola di Baseball Parmense, le società si ritrovano una volta l’anno, o poco più, in sede regionale e, ogni quattro anni per eleggere un nuovo presidente federale: un  po’ pochino. Leggi tutto “A Parma. Una occasione mancata?”

Chi arbitrerà?

di Giuliano Masola. Le recentissime dimissioni di Marco Alinovi da Arbitro e Designatore della Serie C non saranno le sole; breve tempo potrebbero aggiungersene altre. Cercarne le ragioni può essere una perdita di tempo. In un mondo che sta tra l’amatoriale e il dilettantistico, chi si impegna lo fa soprattutto per divertirsi, per dare una mano. Poiché ciò che conta sono i fatti, la prossima primavera ci saranno meno arbitri in campo. Di persone che vogliono prendersi la responsabilità di dirigere una partita non se vedono in arrivo. Probabilmente qualche copertura potrà venire da altre città, Bologna in primis, con un risultato per il quale si accettano scommesse: si arbitreranno le partite delle categorie più alte, lasciando sempre più scoperte quelle giovanili. Probabilmente ciò, a qualche dirigente di società alle prese con problemi di bilancio la cosa potrà non essere sgradita: qualche risparmio aiuta. La cosa può sorprendere, ma è così. Eppure, in molti casi, quegli stessi dirigenti chiedono alle famiglie un contributo, che dovrebbe essere onnicomprensivo. I genitori, che affidano i loro ragazzi e ragazze ad allenatori e dirigenti, si attendano che in campo ci sia anche l’arbitro. Probabilmente mi sbaglio. Ciò che più mi sorprende è che la situazione venutasi a creare a Parma, lentamente, ma inesorabilmente, non desti una grande preoccupazione, soprattutto da parte dei Tecnici. Vediamo tutti cosa succede quando manca l’arbitro: chi sa  un po’ di regolamento, spesso uno degli allenatori si mette in campo e cerca di fare quello che può. Con tutto il ringraziamento che si può fare a chi si è prestato ad arbitrare, ritengo che di baseball in quelle partite se ne veda poco, o meno di quanto si sarebbe potuto vedere. Può esserlo inutile dirlo, ma ritengo sia evidente che un allenatore, mentre arbitra, deve affidare la squadra a qualcun altro: non riesce a fare ciò che dovrebbe. Se a questo sommiamo che spesso si tratta di partite di giocatori alle prime armi, viene a mancare un momento importante di apprendimento e di insegnamento. A mali estremi, estremi rimedi? Obblighiamo le società a mandare qualcuno al corso arbitri, obblighiamo gli aspiranti tecnici a farlo, come parte della preparazione? Esperienze già fatte, i cui risultati, non proprio positivi, sono sotto gli occhi di tutti. Una cosa, però, mi pare di dover dire. Anni fa, partendo proprio da Parma, si è voluto dividere gli arbitri di softball da quelli di baseball. Come sempre le divisioni non aiutano. In periodi di grandi difficoltà, la mancata sinergia non può che peggiorare le cose, come non mi stanco mai di dire. Certamente, ci sono percorsi che portano alla vetta più o meno facili e veloci, ma ogni tanto bisogna guardare in basso, capire se c’è ancora la terra sotto i piedi. Meno si è e meno si conta, tant’è vero che a Parma gli arbitri di baseball – scusate la precisazione – hanno per sede una stanzetta, talmente piccola che non ci si sta nemmeno per fare le riunioni: immaginiamoci se si dovesse fare un corso con alcuni allievi! Leggi tutto “Chi arbitrerà?”