di Giuliano Masola. Nei giorni scorsi ho avuto la fortuna di arbitrare un incontro di baseball internazionale. Pur trattandosi di un’amichevole fra squadre giovanili, mi sentivo un po’ in tensione. A mezza estate il numero di arbitri disponibile, già nettamente inferiore alle necessità, si riduce ulteriormente a causa dei tornei, così, appena arrivato da una breve vacanza in Calabria, mi sono presentato. Nonostante i contatti col baseball d’Oltreoceano esistano da sempre, probabilmente non abbiamo mai capito bene quanto siano importanti i simboli e il modo di approcciare le situazioni. Le squadre che giungono da noi si presentano sempre in campo con la divisa del loro paese (“USA”, “Cuba”, ecc). Oltre a ciò, la presenza della bandiera e l’inno nazionale sono fuori discussione. Per noi non è proprio così. In un paese come gli Stati Uniti ‒ risultato di genti di tutto il mondo ‒ il collante è rappresentato dalla Costruzione e dalla Bandiera a stelle e strisce. A ciò va aggiunta una visione che potremmo definire spettacolare (“business is business”), anche nello sport. Nell’ottica di assicurare il miglior equilibrio possibile, le partite devono avere una copertura arbitrale tale da offrire sicurezza nei giudizi. Sabato pomeriggio, poco prima dell’incontro, mi sono recato dal manager della squadra americana, con l’allenatore della squadra ospitante per presentarmi e prendere accordi sulle regole. A un certo punto mi chiede: “È solo?”. Rispondo di si, per me è una cosa ovvia, per cui non ci penso più. Dopo pochi minuti, però, il problema rispunta, poiché arriva la richiesta di avere un arbitro anche in base. Dopo un breve colloquio, si decide di metter in campo un americano che era in tribuna, probabilmente il padre di uno dei giocatori. Per molti anni nel regolamento è stato previsto che, in mancanza dell’arbitro, si scegliesse fra il pubblico una persona ritenuta competente e imparziale, per cui non ho fatto abiezioni: era una buona occasione per rendere l’incontro internazionale a tutti gli effetti. Come nei classici western, gli ho affibbiato la stella di vicesceriffo, pardon, di arbitro di base. Leggi tutto “Toh… Ti invento l’arbitro!”