di Giuliano Masola. Il termine “evento” significa “venir fuori, emergere”, ma anche gli esiti che ne derivano, come il successo, o meno. Siamo sovraccaricati di eventi, per cui non c’è più nulla di normale: tutto, o quasi, deve essere sopra le righe. Forse per questo che udito e vista sono sempre più in pericolo: basta guardare quanti negozi di ottica ci sono e la martellante pubblicità sul tema del sentirci o meno (se siamo davvero sordi, magari la vediamo, ma sentirla è un altro film). In un Paese dove il tema delle elezioni è quasi costantemente in prima pagina (anche se ci sono seri dubbi che si tratti la pagina più importante), cosa si può fare se non “eventificare”? Dal tubo scoppiato in su (o un giù, visto che si tratta di tubature normalmente sotterranee), tutto è evento. Ogni momento c’è una sirena che suona, o canta per noi. Leggi tutto “Eventi”
Legittima difesa?
di Giuliano Masola. Che un arbitro sia soggetto a contumelie e vituperi, in pratica urlacci e lamentele di ogni tipo, è una cosa che abbiamo imparato a considerare nella “normalità. Talvolta si arriva a vie di fatto, con conseguenze anche sul piano fisico; per fortuna questo non capita spesso. Si tratta di situazioni che comportano un duplice problema: da una parte, educazione e sportività, dall’altro la difficoltà di avere arbitri in numero sufficiente: molti infatti non si presentano ai corsi proprio per questo aspetto. Una delle regole cui un arbitro deve attenersi è quella di non avere contatti fisici, particolarmente in caso di controversie. In effetti, normalmente vediamo arbitro e manager muso contro muso, petto contro petto, ma nessuno dei due usa le mani, salvo alla fine quando, normalmente, viene decretata l’espulsione di chi è andato a lamentarsi con troppa foga. Il “replay”, nelle Majopr League, permette di rivedere tante decisioni, ma non quella relativa a strike o ball. Certe volte capita che l’arbitro, alla fine di una discussione accesa, o al tentativo di aggressione, si ribelli e cerchi di difendersi. Leggi tutto “Legittima difesa?”
Luce dall’ombra
di Giuliano Masola. Cassandra, come noto, vedeva avanti; in termini moderni, potremmo dire che, più che profetizzare in senso stretto, seguiva l’evolversi degli eventi e mostrava le possibili nefaste conseguenze. Come ci narra Omero, capì che il manufatto del cavallo non era un omaggio a qualche divinità, ma una trappola che avrebbe causato la rovina di Troia. La fine della sacerdotessa di Apollo, figlia di Priamo ed Ecuba è terribile: violentata sull’altare del tempio di Giove, dove si era rifugiata, da Aiace di Locride, che certamente non era un credente, venne come poi schiava Agamennone. Trovò la morte nella congiura ordita da Clitennestra ed Egisto contro il re di Argo, che non aveva voluto credere alla sua profezia. Tutto regolare; cose dell’antichità, che nulla dovrebbero avere a che fare col batti&corri. Cassandra, a ben vedere, rappresenta un po’ quelle persone che vivono nell’ombra, in disparte: considerate si, ma non fino in fondo e sostanzialmente poco considerate. Non esita a esporsi, a compiere il proprio difficile ruolo, a parlare dinere previsioni, pur affidandosi ad Apollo, il dio dio di luce, di una luce che rompe le tenebre. Leggi tutto “Luce dall’ombra”
La disfida della divisa
di Giuliano Masola. Nel linguaggio corrente, divisa e uniforme sono sinonimi. In realtà, si tratta di una trappola linguistica, poiché un conto è dividere, un altro accomunare. Per chi comincia a giocare, è sempre una emozione indossare la divisa per la prima volta, dalle scarpe al cappellino; una divisa, però, che deve essere uguale a quella dei compagni, cioè uniforme, come dice il Regolamento. Nel tempo, l’abbigliamento è cambiato, si è adeguato a nuove situazioni, a migliori materiali. Come per i giocatori, anche gli arbitri hanno cambiato il vestito. Chi ha sfogliato qualche pagina di storia del Baseball avrà ben chiara l’immagine di arbitri col cravattino, senza maschera o altro per difendersi, posizionati a una certa distanza dietro il ricevitore. Leggi tutto “La disfida della divisa “
Lettere dalla Calabria – Baseball e Softball a Campo Calabro
di Giuliano Masola. Il baseball in Calabria ha avuto inizio nel 1958, con Alfio D’Aprile come primo “missionario” federale in quella regione. Sono passati ormai sessanta anni, un lungo periodo contrassegnato di momenti di crescita e di crisi. Vincenzo Tromba, laureato, giornalista e scrittore impegnato nella difesa dei beni culturali e non della propria terra, ha viaggiato un po’ dappertutto, acquisendo importanti esperienze. Soprattutto, è stato uno dei fondatori e Presidente del baseball a Campo Calabro, un balcone sullo Stretto, in provincia di Reggio Calabria. I nostri figli sono amici per cui ho avuto, in questi giorni di vacanza, l’opportunità di conoscerlo e di fare una chiacchierata con lui.
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