Abbiamo inventato noi la cronaca “as live”?

Nel secondo pezzo sulla sua stagione 1985 Gianluigi Calestani ci introduce a un tipo particolare di cronaca as live

Un bel giorno inventammo la radiocronaca in differita o, come si dice oggi, “as live”.
Accadde in occasione di un CSKA Sofia – Santal, gara di Coppa dei Campioni di pallavolo in programma nella capitale bulgara.
Roberto Cavagni, nostro inviato, partì per la Bulgaria – allora autentico avamposto della cortina di ferro – con la sicurezza che l’ente telefonico di stato avrebbe messo a sua disposizione un apparecchio con il quale raccontare la partita.
Viaggiare all’estero per seguire un appuntamento sportivo era il sogno di tutti noi: il nostro eroe lo trasformò in realtà e partì tra l’invidia generale con la consapevolezza di aprire una nuova frontiera della radiofonia locale.
Era un sabato pomeriggio, a Parma l’attesa cresceva: Cavagni sapeva che sarebbe stato protagonista di un pomeriggio indimenticabile. E lo fu, non solo per la radiocronaca.
Arrivato al palazzetto dello sport di Sofia si accorse che le cose non stavano esattamente come aveva programmato.
Il telefono in effetti c’era: però era a gettoni e drammaticamente attaccato al muro del corridoio degli spogliatoi. Lunghezza del cavo a disposizione: poco più di 40 centimetri. Impossibile da lì vedere un minimo spicchio di campo, impossibile scardinare il telefono, impossibile allungare il cavo, impossibile trovare un minimo di dialogo con qualche burocrate dell’Est.
Un dirigente della squadra parmigiana propose di mettersi all’estremità della scalinata e riferire a Cavagni le azioni che si svolgevano in campo per permettergli di fare una radiocronaca sommaria.
“Tu sei matto!” rispose Cavagni. “Non ho percorso mille e più chilometri per fare la radiocronaca di una partita che non riesco neppure a vedere”.
La partita doveva iniziare alle 15 e il tempo per trovare una soluzione si stava rapidamente assottigliando. In città moltissimi appassionati aspettavano la radiocronaca e non potevano essere delusi.
Che cos’è il colpo di genio? Semplice, è un’improvvisa luce che si accende nei momenti più difficili. E fu proprio in quel momento che nella mente di Roberto Cavagni si illuminò una lampadina.
Il conduttore prese la parola dagli studi di Onda Emilia: “Siamo in attesa di collegarci con il palazzetto dello sport di Sofia per trasmettere la radiocronaca diretta di CSKA – Santal. La partita avrà inizio con qualche minuto di ritardo a causa di un guasto all’impianto di illuminazione del centro sportivo”.
Una bugia clamorosa. Ma a quei tempi non documentabile.
CSKA e Santal stavano regolarmente giocando e Cavagni  stava altrettanto regolarmente facendo la  radiocronaca. Non al telefono, ma nel microfono di un registratore a nastro che Roberto aveva saggiamente pensato di portare con sé.
“Siamo spiacenti di comunicare ai nostri ascoltatori che i problemi all’impianto di illuminazione di Sofia non sono ancora stati risolti. Appena la partita avrà inizio cederemo la linea al nostro inviato Roberto Cavagni”.
La partita terminò, il nostro cronista fece ritorno in albergo, collegò il registratore al telefono della stanza e fece partire la “diretta” di una gara terminata mezz’ora prima.
A Parma tutti ascoltarono la partita, convinti fosse iniziata tre ore dopo l’orario previsto.
Giocatori, tecnici e dirigenti della Santal erano già a cena. Roberto Cavagni con loro.
E la radiocronaca ottenne un clamoroso successo.

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