L’Italia scende al dodicesimo posto nel ranking mondiale del baseball

La Federazione Internazionale (WBSC, World Baseball Softball Confederation) ha reso noto il suo ranking al termine del World Baseball Classic.
Nonostante l’ottimo torneo disputato, l’Italia perde una posizione ed è ora dodicesima con 1708 punti. Portorico (secondo classificato al Classic) ha operato il sorpasso e ora (con 1759) precede l’Italia di soli 51 punti.
Il ranking delle nazionali azzurre comunque è migliore di quello della Repubblica Ceca, che è tredicesima e in crescita, con un margine per ora tranquillizzante: i boemi hanno 1362 punti.

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Le parole di Maduro sulla nazionale di baseball provocano un’interrogazione parlamentare

L’attacco del Presidente del Venezuela Maduro alla nazionale di baseball che ha partecipato al World Baseball Classic (“pensavo di giocare contro gli USA”) è finito in Parlamento. Sollecitato dal Consigliere Federale Totoni Sanna, il Senatore Giuseppe Luigi Cucca ha infatti interrogato il Ministro Luca Lotti.
Nella foto di copertina (da sinistra) Maduro, Sanna e Cucca.

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Giampiero Faraone: “Bisogna ritrovare l’orgoglio di giocare per la propria città”.

Giampiero Faraone rappresenta una delle voci più autorevoli e vincenti del baseball italiano. Prima giocatore, poi allenatore, ha condotto il Nettuno alla conquista dell’Italia e dell’Europa mettendo al contempo a disposizione della nazionale azzurra tutto il proprio carisma e la propria esperienza.
Nel 2006 partecipò alla prima edizione del World Baseball Classic come assistente di Matt Galante.

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Cosa lascia il World Baseball Classic? La parola a Mauro Mazzotti, ex manager della Spagna

Dopo Marco Mazzieri, manager dell’Italia nelle edizioni del 2009, 2013 e 2017, approfondiamo il discorso relativo al lascito del World Baseball Classic insieme a un altro tecnico italiano che ha avuto il merito di allenare una selezione nazionale in occasione del celebre torneo mondiale. Si tratta di Mauro Mazzotti che, nel 2013, ha riscritto la storia del baseball spagnolo portando la nazionale iberica al tabellone della prima fase, dopo aver superato il più quotato Israele, oltre che Francia e Sud Africa, nel girone eliminatorio che venne disputato a Jupiter, in Florida, nel 2012Leggi tutto “Cosa lascia il World Baseball Classic? La parola a Mauro Mazzotti, ex manager della Spagna”

Mazzieri: “Programmazione, investimenti, lavoro e pazienza. E giocare di più”

Il contributo di autorevoli opinioni sull’eredità lasciata dal World Baseball Classic inizia con Marco Mazzieri, manager dimissionario della nazionale italiana, che analizza per noi i riflessi derivanti dall’ottimo comportamento della sua squadra nella manifestazione appena conclusa.
“Se ripenso a quanto accaduto in occasione del Classic del 2013 devo affermare che dopo un ottimo seguito mediatico e un iniziale entusiasmo si è mosso ben poco. In quell’occasione il nostro passaggio al secondo turno creò un forte impatto emotivo ma poi tutto si esaurì in poco tempo senza che il nostro movimento ne traesse un effettivo vantaggio. Anche quest’anno il riscontro è stato notevole. Se nel 2013 avevamo superato il primo turno grazie ai successi su Messico e Canada, questa volta abbiamo sfiorato l’impresa di qualificarci pur essendo stati inseriti in un girone difficilissimo: siamo stati costretti a giocare lo spareggio con il Venezuela solo a causa di un fortunato errore di piazzamento del loro lanciatore nella seconda gara del girone. Se fosse stato in posizione canonica non avrebbe potuto effettuare il tiro che ci è costato l’eliminazione a casa base del corridore che rappresentava il punto della vittoria e il conseguente passaggio al secondo turno”.

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