C’è differenza tra una partita lenta e una partita lunga

Il Commissioner della Major League Baseball (MLB) Rob Manfred ha regalato un intervento molto interessante ai giornalisti che lo hanno incontrato venerdì a Lakeland (Florida), sede dei Detroit Tigers durante lo Spring Training. La stampa americana era desiderosa di sapere quali modifiche regolamentari verranno introdotte con la regular season 2017 e ha stimolato il Commissioner. Manfred non si è fatto pregare, anche se ha premesso che in questo momento non è in grado di dire per certo quali modifiche ci saranno. Però ha detto la sua, senza giri di parole. Leggi tutto “C’è differenza tra una partita lenta e una partita lunga”

Onda Emilia e “un microfono in ogni stadio”

Con questo articolo Gianluigi Calestani apre il suo racconto della stagione 1985, la prima che ha vissuto come radiocronista. Racconta la nascita di una passione, l’avventura di un gruppo di talentuosi volontari e inaugura la serie di approfondimenti e curiosità sulla storia del nostro movimento, che vuole essere un fiore all’occhiello per Tuttobaseball

A quei tempi le radio private spopolavano. L’informazione nazionale viaggiava soprattutto attraverso quotidiani e telegiornali, quella locale attraverso la Gazzetta di Parma e le radio private. Difficile capire, a più di trent’anni di distanza e senza aver vissuto quel periodo, quale importanza avessero assunto le emittenti private nel panorama informativo cittadino. Per spiegarlo basta un dato: a quel tempo i dati Audiradio relativi alla città di Parma mettevano Radio Emilia, Radio Parma e Onda Emilia davanti ai canali radiofonici RAI e ad importantissimi network nazionali nelle classifiche di ascolto in alcune fasce orarie. Leggi tutto “Onda Emilia e “un microfono in ogni stadio””

277 parole

Nei giorni scorsi, nella rubrica “I grandi discorsi sulla storia” di Aldo Cazzullo, sono stati illustrate le parole più significative di grandi personaggi: da Berlinguer a Fidel Castro, da François Mitterand a Benazir Bhutto. Fra questi campioni della politica, incredibilmente, un altro, uno sportivo, un grandissimo giocatore di baseball: Lou Gehrig. Quando ho visto scorrere le sue immagini nei titoli, mi è venuta la cosiddetta “pelle d’oca”. Certo, con l’avanzare dell’età, la commozione prende più facilmente strada. Anche perché, quelli più o meno della mia generazione, soprattutto coloro che hanno fatto parte di squadre giovanili a livello nazionale, fra le preghiere della sera, c’era la lettura della lettera di George Herman “Babe” Ruth, che inizia con “Ascoltami Jimmy…” Leggi tutto “277 parole”

Corino Catellani

Nei giorni scorsi è scomparso Corino Catellani. Probabilmente solo i più vecchi frequentatori dei diamanti si ricordano di lui. È stato un classificatore internazionale, un arbitro e, ancor più un amico in tempi esaltanti e difficili allo stesso tempo. Ci siamo incontrati, la prima volta, all’inizio dell’autunno del 1965, presso il Circolo ANMI – quello dei Marinai – in vicolo Giandemaria, un vicoletto nascosto dalle parti di borgo Onorato, che ho fatto fatica a trovare. Lui sapeva già bene cosa era il baseball, se non ricordo male era anche un dirigente, mentre io venivo dal “Bronx”, dal Quartiere Montanara, dove il batti&corri era agli esordi. Il maestro Giorgio Zanichelli ci faceva da insegnante con l’ausilio di un manuale ciclostilato e, soprattutto con una infinita pazienza; così le crocette per segnare le battute valide e i primi “k” per gli strike-out cominciarono a diventare. Il baseball, in quegli anni, cominciava a svilupparsi incredibilmente, quasi che i ragazzi di Parma fossero presi da sacro furore per mazze, guanti e palline. Anche il Sessantotto, in un certo senso, contribuì a dare una spinta, con il suo contenuto di ribellione al vecchio e alla ricerca di strade nuove e diverse, da scoprire. Beneck e Notari negli anni Settanta diedero una vera spallata, facendo conoscere Parma al mondo e il mondo a Parma.  Leggi tutto “Corino Catellani”

Convention, Convenzioni, Convinzioni

È tempo di convention, con “ ricchi premi e cotillons”, visto il periodo carnascialesco. Convention è una parola che riempie la bocca, che in qualche modo galvanizza. L’abuso di parole provenienti da atre lingue è pressoché inarrestabile, ma cosa si può fare? Dovremmo riprendere la grammatica e la sintassi, ma chi ne ha voglia. La lingua, la nostra lingua, ha un vocabolario ricchissimo, che supera grandemente quello di tante altre che vanno per la maggiore. Studiarla richiede dedizione e sacrificio, poiché ben poco si deve dare per scontato, poiché è il frutto straordinario delle lingue di tanti popoli. È una lingua che ha saputo accogliere diversi portati storici, amalgamandoli: i frutti sono nella biblioteca di quasi tutti, italiani e non. Ma ,incredibile e impensato ritorno a forme geroglifiche o ideogrammatiche, questo è. Proviamo, però, a fare un piccolissimo sforzo, via internet naturalmente, cercando, ad esempio, l’etimologia di “convenzione”. Molto semplicemente scopriremmo che significa aggregarsi, trovarsi insieme. Nella stessa ricerca, troveremmo “convento”, e qui qualcuno potrebbe fare un piccolo sobbalzo: andare alla convention vuol dire andare in clausura? Se fosse così, vista la generale crisi di vocazioni, quasi tutte le iniziative di questo tipo resterebbero pressoché deserte. La nostra bella, difficile e affascinate lingua, però, ci viene in soccorso, poiché, dietro l’idea di aggregarsi non c’é solo quella di  trovarsi insieme in un certo luogo e in un certo momento, ma giungere a un accordo. Gli antichi non erano più saggi di noi, ma più concretamente si rendevano conto che la mancanza di accordo era il più grande dei mali, poiché devastava l’organizzazione civile, la polis, lo stato. Oggi, ma non solo oggi, vediamo quanti incontri portino a risultati insoddisfacenti poiché non hanno, come risultato, un vero accordo. A tutti i livelli, la politica è compromesso; anche in uno sport piccolo come il nostro. Poiché nessuno vuol dimostrasi debole, nella maggior parte dei casi si rinvia la soluzione a una successiva convention… Leggi tutto “Convention, Convenzioni, Convinzioni”