Salviamo le memorie

di Giuliano Masola. Le vacanze si sa portano sempre qualche sconvolgimento; spesso le alte temperature contribuiscono a ciò. Da tempo sto pensando a cosa fare di tutto quel materiale che riguarda il batti&corri che ho fra casa e garage. È il frutto di anni di raccolta di libri, giornali, riviste, ritagli, per non parlare di palline, attrezzature, guanti, libri, innumerevoli videocassette e dvd (di MLB, in grande maggioranza).

Da tempo mi sto chiedendo cosa farne e una risposta chiara non ce l’ho. Credo che sia un tema comune per tutti quelli che da decenni si occupano di baseball e di softball in tutte le sue forme. Tutto sommato quello che possiedo non è un gran che, poiché so che altri hanno interi garage colmi di memorie. L’idea di un museo-biblioteca del baseball a Parma non è nuova, ma per tanti motivi non è stata ancora realizzata. Ci sono certamente problemi logistici e organizzativi ‒ gli spazi e una modalità che renda il museo realmente fruibile, per esempio ‒, ma credo occorra far qualcosa. Da quel che capisco, c’è tantissimo materiale che rischia di fare una brutta fine per diversi motivi; non si tratta solo di “roba vecchia”, ma anche molto recente. Molti mi scrivono e mi mandano tante immagini; si tratta di un fatto più che positivo e ne sono più che grato, ma resta nel campo del virtuale, un campo che non mi soddisfa completamente. Per i miei lavori extra diamante consulto spesso documenti di secoli fa; spesso qualcuno mi chiede di dare una mano per delle ricerche e, sostanzialmente non è impossibile trovare ciò che si cerca. La domanda che mi faccio costantemente è questa; cosa troveranno i ricercatori prossimi sugli anni che stiamo vivendo? Tantissime, troppe notizie nelle più disparate modalità consentite da internet, di cui la validazione, in termini scientifici, è tutt’altro che semplice. Peso che tutti abbiamo dato almeno una volta cercato qualcosa su Wikipedia, strumento senz’altro utile. L’unico problema è l’attendibilità delle informazioni che contiene. Di errori ce ne sono tanti, ma ha il grande vantaggio di menzionare le fonti, per cui i controlli si possono fare; alla stessa stregua, i musei virtuali sono belli e utili, anche se non sempre “friendly”, cioè facilmente accessibili e consultabili. Gli strumenti che la tecnica oggi ci mette a disposizione sono innumerevoli e si evolvono con una velocità tale da renderli superati in brevissimo tempo; se non si è degli specialisti, diventa quasi impossibile imparare a usarli e a tenersi aggiornati. Personalmente mi rendo conto che utilizzo la potenzialità del mio personal computer al 10%, se va bene; probabilmente perché non ho voglia di imparare e mi accontento di quelle minime conoscente di programmi Microsoft che mi permettono di sopravvivere. Pertanto resto stupito e meravigliato quando vedo fare cose per me inimmaginabili con tanti programmi e sistemi; ne sono anche un po’ invidioso, ma il tutto si ferma qui. Alla fine, nei miei limiti, se voglio che resti qualcosa di concreto devo avere una stampante (non vi dico le lotte quotidiane per far funzionare la mia…) o qualcosa di simile. Sappiamo anche bene che ogni materiale viene attaccato dal tempo; per questo da anni in tantissimi musei le collezioni vengono riprodotte per sicurezza; con le stampanti 3D potremmo riprodurre mazze, palline e guanti, per esempio. È evidente che raccogliere “memorabilia” è relativamente facile (ammessa la disponibilità dei donatori); il difficile è la catalogazione e la modalità di collocazione, con tutte le possibilità e scelte da fare. Diverse sono le iniziative che mirano a migliorare e rendere fruibili ambienti storici ancora in attesa di poter essere recuperati e messi a disposizione; un esempio è la Cittadella, dove prossimamente si conta di allestire la mostra fotografica sui cinquant’anni di Softball a Parma e Provincia. Probabilmente questo potrebbe costituire un luogo particolarmente adatto, poiché proprio in Cittadella il baseball di Parma ha mosso importanti passi nella sua fase di avvio. Personalmente sono convinto che si debba prendere una decisione per conservare il materiale che fa parte della nostra storia e che dovrebbe essere destinato a raccontarla, a mantenerla viva per chi verrà dopo di noi. Per impegnarsi in un simile progetto occorre coraggio, spirito di sacrificio e professionalità. Allestire e gestire un museo non è una impresa da poco; i rischi di un fallimento il giorno dopo il fatidico taglio del nastro è da tenere in considerazione. Per riuscirci, a mio parere, dovremmo collegarci anche ad altre realtà sportive, poiché alla fine ogni amministrazione guarda i numeri per cui occorre creare una massa critica. Credo che diversi di noi non abbiano fatto o facciano solo baseball e softball; ciò potrebbe mettere in moto una catena di trasmissione, verificando cosa ne pensano altre realtà ed enti sportivi. Ciò cui puntare è conservare la nostra grande, bella e affascinante storia in modo semplice ed efficace. Come ha detto qualcuno: “Non sai quanto vale un momento finché non diventa memoria”. E di momenti da ricordare ne abbiamo davvero tanti.

 

Giuliano Masola, Cannitello, 19 agosto 2021

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