Manager, che vuol dire?

di Giuliano Masola.

Le maniche sono rimboccate: non c’è più tempo da perdere. Gli staff tecnici sono già al lavoro, ognuno per le parti di competenza. Certo, dove il batti&corri è appena nato o sta per nascere una persona sola fa tutto, un po’ di confusione compresa. Penso che diversi abbiano avuto questa esperienza, si siano resi conto a posteriori che solo un grande entusiasmo ha potuto far fronte a un compito tanto arduo. Nel 1992 apparve Campione per forza (Mr. Baseball), un film in cui Tom Selleck faceva esperienza con lo Yakyū, il baseball del Sol Levante, con i Chunichi Dragons, la cui divisa ricorda tantissimo quella dei Dodgers. Elliot, questo è il nome del giocatore, non si rende conto di quanto sia diverso il mondo in cui viene a trovarsi; da ciò deriva un comportamento altezzoso, perfino sprezzante. Il suo rendimento è al di sotto delle attese e la squadra, già debole, sprofonda. I suoi rapporti col manager restano costantemente tesi e il suo interprete fa dei salti mortali per evitare il peggio, cambiando letteralmente le risposte maleducate del campione yankee, non sapendo che l’inglese è ben compreso da chi conduce la squadra. Perfino i rapporti con un altro americano in squadra con lui arrivano a incrinarsi. A differenza delle tragedie, dove le cose iniziano bene e finiscono male, nelle commedie alla fine tutto si risolve: Elliot si innamora di Hiroko, che fa fede al proprio nome, “la tua venuta è benedetta”.

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Australia Pacific Cup Softball: l’Italia chiude quarta e il Giappone vince il torneo

Fibs. Alla fine il Giappone non sbaglia e conquista la finale dell’Australia Pacific Cup piegando l’Italia di misura (3-2). Ma le nipponiche hanno dovuto soffrire fino all’ultimo out con le azzurre arrivate ad una sola valida, con corridore in seconda, dal punto del pareggio che, per quanto visto in campo in questa semifinale, avrebbe ampiamente meritato. L’Italia infatti chiude con più valide delle avversarie (7 contro 5) e crea più occasioni (come testimoniano gli 8 corridori lasciati in base) seppur solo nel finale riesce a sfruttarle. Una situazione di pericolo che lo stesso Giappone avverte tanto da richiamare in pedana la partente Fujita per chiudere l’incontro dopo aver provato a farla riposare tirandola via dalla partita dopo 2 riprese.

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