Il verbale della riunione tra Fibs e società. Preoccupazione per i giocatori italiani.

 

Le voci si rincorrono, le società lavorano a fari spenti, i giocatori si preoccupano.
La riunione di Bologna dello scorso 10 ottobre tra Fibs e società dell’Ibl ha fissato i punti salienti della programmazione del massimo campionato 2018 creando opportunità di mercato mai sperimentate fino a pochi mesi fa e, con esse, nuovi criteri di allestimento delle squadre.
Vi proponiamo il verbale integrale della riunione bolognese per consentire un’attenta analisi della situazione e un dibattito sui social supportato da dati oggettivi.

OGGETTO: Verbale riunione società per ristrutturazione massimo campionato baseball 2018

In data 10 ottobre 2017 alle ore 18.30 presso la sede del Comitato Regionale FIBS Emilia Romagna a Bologna, alla presenza del Presidente Federale Andrea Marcon e dei Vice Presidenti Federali Vincenzo Mignola e Fabrizio De Robbio si è tenuta la riunione per discutere gli aspetti inerenti il massimo campionato di baseball 2018.
Erano presenti le seguenti società: Fortitudo Bologna, Nettuno Baseball City, Novara, Padova, Padule, Parma, Rimini, San Marino, Castenaso, Collecchio, Imola.
Società invitata ma assente: Jolly Roger.

Il presidente Marcon apre la riunione sottolineando alcuni aspetti imprescindibili per il campionato 2018:
1. Introduzione della normativa AFI a sostituire quanto previsto fino ad oggi dai regolamenti federali. Passaggio di tutti gli atleti con qualifica ASI o con almeno 4 anni per il raggiungimento della qualifica ASI, allo status di AFI. Qualifica di AFI per tutti quegli atleti che hanno 4 anni di campionati italiani entro la categoria U21, come proposto nella riunione di Bologna del 24 settembre scorso dalle società presenti. Conferma dell’obbligatorietà di almeno il 50% degli atleti a roster con la qualifica AFI e nessuna obbligatorietà per lineup o ruolo.
2 .Campo illuminato per le società partecipanti al massimo campionato di baseball.

Si apre discussione sulla normativa AFI e le società manifestano la volontà di imporre delle obbligatorietà anche nel lineup e riservare una partita al lanciatore AFI. Il presidente Marcon spiega che dopo un confronto con gli avvocati del CONI non è possibile imporre l’obbligatorietà sull’effettivo utilizzo in campo dei giocatori, quindi nel lineup, e sul ruolo perché si violerebbero le norme del diritto comunitario e ribadisce che l’intenzione della Federazione è quella di evitare di creare condizioni che possano portare a cause da parte di atleti o società.
Il presidente federale garantisce che saranno effettuati ulteriori approfondimenti per verificare se ci possa essere una via per introdurre almeno una delle due obbligatorietà richieste dalle società senza violare il diritto comunitario, ribadendo che in assenza di una strada in tal senso verrà introdotta la normativa AFI come proposta dalla Federazione. Le società concordano.

Si passa a discutere sul numero delle squadre che dovranno comporre il massimo campionato di baseball 2018 e il presidente federale, per venire incontro a quanto richiesto dalle società IBL, propone un passaggio a 10 squadre nel 2018, come già previsto dalle carte federali, senza retrocessioni ed un passaggio a 12 squadre nel 2019 con la reintroduzione delle retrocessioni.
A fronte di un campionato 2018 senza retrocessioni le società si dicono disponibili a riconoscere
alle nuove squadre che entreranno nel campionato 2018 la deroga di giocare 2 partite nello stesso giorno. Deroga che non varrà più dal 2019 in corrispondenza della reintroduzione delle retrocessioni. Le società avanzano la richiesta che anche quando il campionato sarà a 12 squadre si preveda lo sviluppo dell’intera stagione in un arco temporale di circa 5 mesi.
In tal senso viene stabilito che la struttura e calendarizzazione del campionato 2019 venga definita in apposito incontro da tenersi entro giugno 2018.
Ribadito che, oltre alle 8 società IBL 2017, il diritto sportivo di partecipare al massimo campionato 2018 spetta alle società Castenaso ed Imola, viene stabilito di comune accordo che, qualora una delle due neopromosse rinunciasse, le altre due squadre partecipanti ai playoff di serie A baseball 2017, Collecchio e Jolly Roger, avranno la priorità d’accesso.
Ribadita la priorità del merito sportivo, su proposta del presidente federale, viene stabilito di fissare
dei parametri oggettivi per eventuali ripescaggi, con la Federazione disponibile a individuarli insieme alle Società partendo proprio dalla proposta delle caratteristiche d’accesso formulate dai club IBL nel documento già presentato. Il tutto per evitare che la partecipazione al campionato di un
a società sia condizionata da voti od opinioni soggettive e a posteriori.

Qualora non si individuassero fra le quattro squadre precedentemente menzionate le due disponibili a disputare la massima serie 2018, saranno i parametri concordati di cui sopra a determinare gli accessi delle squadre mancanti al raggiungimento del numero previsto per la stagione 2018.
Su proposta del San Marino viene altresì deciso che in caso non vengano reperite le società per portare il massimo campionato 2018 a 10 squadre e si dovesse rimanere quindi ad 8 partecipanti, la stagione verrà impostata su una regular season con 3 partite per weekend. Tutte le società approvano la proposta ed il presidente federale dà la disponibilità della federazione in tal senso.
Viene quindi affrontato l’argomento della concessione dei visti lavoro subordinato sport. Il presidente federale comunica che ad ogni società partecipante al massimo campionato saranno concessi un massimo di 4 visti lavoro subordinato sport senza possibilità di tagli. Viene anche spiegato che questa esigenza è data dal numero massimo di visti disponibili nel plafond annuale della FIBS.
In conclusione di riunione il presidente federale spiega che la data ultima delle iscrizioni per il massimo campionato di baseball sarà fissata al 15 gennaio 2018, le società chiedono di anticiparla così da poter svolgere la prossima riunione di programmazione della stagione 2018 con già definito il quadro delle iscritte. Viene quindi deciso di proporre al Consiglio Federale di fissare al 15 dicembre 2017 la data ultima per l’iscrizione al massimo campionato baseball 2018, data dopo la quale verrà fissata la prossima riunione della consulta delle società.
Non avendo altri argomenti all’ordine del giorno la riunione veniva dichiarata chiusa alle 20.05.

Il Coordinatore Nazionale COG Fabio Ferrini
Bologna, 10 ottobre 2017

 

Dalla lettura del verbale nascono alcune certezze e tanti interrogativi.
Il punto fondamentale è quello relativo alla parificazione dei giocatori comunitari agli italiani in ossequio alle leggi che regolamentano la libera circolazione dei cittadini europei in tema di lavoro e alle successive sentenze – la Bosman e la Sheppard le più conosciute – che hanno definito i regolamenti sui tesseramenti e sull’utilizzo degli atleti in campo sportivo.
Da anni i principali sport di squadra hanno dovuto recepire normative la cui conseguenza è stata quella di veder progressivamente diminuire nelle squadre il numero di giocatori di cittadinanza italiana. Le conseguenze, compresa la mancata qualificazione della nazionale di calcio ai prossimi campionati mondiali, sono sotto gli occhi di tutti.

l baseball ne è stato toccato solo marginalmente, ma oggi la dirigenza Fibs non può più ignorare leggi e regole. Quindi nessun limite per l’utilizzo in campo di giocatori comunitari, solo la possibilità di imporre un minimo del cinquanta per cento nella creazione dei roster, con l’evidente rischio di vedere ragazzini e coach a scaldare le panchine dei dugout per permettere di scendere in campo a stranieri e comunitari. Nessun limite neppure per ciò che riguarda i ruoli: allo stato delle cose una società potrebbe decidere di utilizzare pitcher stranieri in tutte le partite del weekend, con buona pace dei nostri lanciatori. Unico vincolo quello relativo ai quattro visti a disposizione di ogni società, il prossimo anno senza possibilità di tagli tecnici nel corso della stagione.

Un colpo durissimo alle posizione e alle ambizioni dei giocatori italiani, spettatori silenziosi ma – lo sappiamo per certo – sinceramente preoccupati per la piega presa agli eventi.
“Un buon giocatore comunitario costa al momento molto meno di un buon giocatore italiano e garantisce un rendimento simile”, ci ha confessato il Direttore sportivo di un’importante società.
Nessuna sorpresa quindi nell’apprendere di continui sondaggi nei confronti di atleti di passaporto olandese, belga, francese, tedesco o spagnolo da parte delle società dell’Italian Baseball League, nessuna sorpresa nei trasferimenti, fino a ieri quasi impensabili, di giocatori italiani. La verità è che oggi gli atleti italiani, anche i nazionali, trovano più attraenti le offerte di società in grado di garantire stipendi meno importanti del passato ma capaci di offrire posti di lavoro extra-baseball che diano maggiori sicurezze per il futuro.

Soluzioni?
Le società hanno chiesto di inserire normative autarchiche nel regolamento 2018 ma la Federazione ha chiaramente comunicato di non poter derogare alle regole imposte dagli avvocati del Coni.
Qualcuno suggerisce di stabilire premi per le società che comunque decideranno di utilizzare giocatori italiani, altri propongono una sorta di gentleman agreement tra le società per limitare la presenza in campo di stranieri e comunitari.
Strade praticabili ma tortuose: la soluzione migliore potrebbe essere quella della nascita di una Lega delle società in grado di darsi regole proprie dopo aver recepito le linee-guida dettate dal Coni. Un progetto non attuabile in tempi brevi, sicuramente non prima dell’avvio dell’avvio del prossimo campionato. Un progetto del quale si parla da più di vent’anni ma che non ha mai trovato applicazione pratica.

Per ora non resta che attendere il 15 dicembre, data di chiusura della iscrizioni al campionato 2018 e il prossimo incontro tra Fibs e società.
Tutti dichiarano di voler difendere il patrimonio di giocatori italiani e voler dare concrete opportunità ai giovani che stanno crescendo nelle nostre società. Il risultato attuale è esattamente l’opposto, con il concreto rischio di un ulteriore depauperamento del nostro patrimonio di giocatori e, con esso, delle possibilità di qualificazione ai prossimi giochi olimpici.
A meno che non si vogliano costruire nazionali di baseball e softball composte solo dai cosiddetti passaportabili in giro per il mondo.
Con ulteriore buona pace dei giocatori italiani.

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