Coppa del Mondo U18 – Un’ottima Italia si arrende alla fine al Canada padrone di casa per 5-6

Fibs. In un Port Arthur Stadium gremito dai sostenitori dei padroni di casa, ma nel quale sventolano qua e là le bandiere tricolori dei numerosi supporter dell’appassionata comunità italo-canadese locale, unita alla chiassosa pattuglia arrivata da oltre Atlantico, l’Italia U18 si arrende, ma gioca una partita di estrema qualità: gli azzurri sono su ogni lancio, su ogni palla giocata in difesa e arrivano in vantaggio fino all’ottavo, nel quale il Canada segna i 2 punti del pareggio, per poi siglare al nono il definitivo 5-6. L’occasione sfumata lascia l’amaro in bocca, ma la sconfitta non cancella la prova maiuscola corale dei ragazzi di Cortese; su tutti, vogliamo citare Oscar Tucci, autore di 5 riprese di grande intelligenza, Gabriele Angioi, vera piovra all’interbase, Leo Seminati, potenza e carisma al servizio della squadra, dentro e fuori dal campo e Riccardo Bertossi, una sicurezza sia in attacco che dietro il piatto.

La scelta della prima palla ricade su di un concentratissimo Gabriele Dall’Agnese e sui suoi lanci curvi il quale affronta il primo inning concedendo sì 2 basi per ball, ma ottenendo al piatto tutte e tre le eliminazioni.

Parecchio diverso l’arsenale del partente canadese Ben Abram, che ottiene velocemente di potenza i suoi 3 out e 2K a sua volta.

Nella seconda ripresa, un errore e 2 basi per ball riempiono i cuscini, ma il lanciatore bresciano ne esce, ancora, lasciando al piatto 2 avversari.

Nella parte bassa, a un buon contatto di Paolini, intercettato dall’esterno centro Willow, segue un monumentale fuoricampo di Leo Seminati, che manda avanti l’Italia 1-0 e costringe a una tattica più prudente il gigantesco lanciatore kanuk, che pareggia i conti dei K con Dell’Agnese eliminando Flisi e Daddi.

Il Canada riempie i sacchetti anche nel terzo con basi per ball e, con 1 fuori, Cortese manda sul monte Oscar Tucci, che lascia subito al piatto Bremner, quindi concede il singolo a Clarke, ma i beniamini di Thunder Bay non vanno oltre il pareggio, perché la millimetrica combinazione Daddi-Monti-Bertossi ottiene a casa base l’eliminazione di Stovman, per chiudere l’inning.

Il quarto attacco canadese, aperto dal singolo di Lebreux-Beau, mostra una compagine azzurra in grado di reggere molto bene la pressione in difesa: un pick-off di Tucci vale la prima eliminazione, quindi Julien picchia un doppio a destra e Willow lo fa avanzare con una profonda volata raccolta da Flisi. Un’altra palla all’esterno, preda di Novello, mette fine al pericolo.

Nella parte bassa della ripresa, Angioi è il primo out, quindi Bertossi è salvo su errore dell’interbase Bremner. Paolini picchia duro sulla linea di foul di destra, la palla è raccolta dal ballboy di destra quando è ancora viva e, per regola, tutti i corridori ricevono 2 basi: quindi, con Bertossi in terza e Paolini in seconda, a Seminati viene concessa la base intenzionale, tocca perciò a Riccardo Flisi, con un singolo al centro, fare entrare altri 2 punti per l’Italia. Daddi esegue bene il bunt di sacrificio, per protare ancora 2 compagni in posizione-punto, ma Abram lascia al piatto Monti.

Tucci inizia il quinto colpendo consecutivamente Brookman e Stovman, poi Cerny batte sul pitcher azzurro, che apre il doppio gioco verso Angioi, il quale assiste in ritardo a Seminati e il doppio non si chiude, mentre nel frattempo Brookman arriva a segnare il 3-2.

Il secondo out è uno splendido colto rubando di Bertossi per Angioi, mentre è Paolini a raccogliere in tuffo una difficile palla del pinch hitter Parente, che pareva destinata ad atterrare dietro la prima base.

Con 1 out, Angioi riceve 4 palle nel quinto attacco e Bertossi batte un singolo che l’esterno centro canadese Willow lascia cadere, regalando una base in più ai corridori azzurri.

Greg Hamilton toglie Abram e passa il monte al mancino Griffin Hassal per affrontare il mancino Paolini, il quale, sul conto pieno, spara un doppio contro la recinzione dell’esterno centro e manda gli azzurri avanti 5-2. La prima base è libera e Seminati viene passato per la seconda volta, ma Flisi tocca in diamante e l’opportunità sfuma.

Un singolo di Clarke inaugura il sesto, poi Tucci lascia al piatto i 2 battitori successivi, ma Willow picchia un doppio e il Canada accorcia 5-3. Nell’attacco azzurro, Monti riceve la base e ruba, arrivando in terza sull’errore di tiro del ricevitore Cerny, poi, con 2 out, il nuovo cambio sul monte canadese ottiene il suo scopo, con lo strikeout di Giarola.

Del settimo inning difensivo se ne occupa Gabriele Angioi, con 2 impegnative rimbalzanti e una linea al volo, iniziando anche la fase offensiva con un singolo al centro al primo lancio del rilievo Moore. L’attacco azzurro è da ‘casi particolari’: per due volte, su legnate secche, Bremner raccoglie le linee al volo e immediatamente lascia cadere la palla davanti ai propri piedi. Per due volte sono i battitori, prima Paolini, poi Seminati, ad essere chiamati out dagli arbitri, prima del K di Flisi.

L’ottavo si apre con il singolo interno di Parente, che avanza su palla mancata, Clarke va in base per ball, quindi Lebreux alza un brutto bunt sulla testa di Tucci ed è il primo out; il pitcher abruzzese ottiene poi il suo quarto successo personale, ma, con 2 strike e nessun ball, Willow scaraventa la palla contro il muro all’esterno centro e firma il pareggio.

Il contraccolpo psicologico è durissimo: Moore mette in fila 3 out in un attimo e Tucci, che colpisce Stovman al secondo lancio, lascia il posto a Paolini, mentre in seconda va Giarola. Cerny si sacrifica e il pinch runner Keyes va in seconda, poi in terza su rubata mentre Parente è in base per ball. La base a Clarke riempie i sacchetti e la volata di sacrificio di Lebreux manda il Canada avanti per la prima volta nella partita, 5-6, un vantaggio che rimane definitivo, visto che gli azzurri ottengono solo un singolo, con Bertossi, al nono attacco.

“Sono orgoglioso di questi ragazzi” è quanto il manager John Cortese riesce a dire, quando le due squadre si ritrovano a condividere la tarda cena, nella sala riservata alle squadre del Valhalla Inn. E ha assolutamente ragione, non tanto e non solo nell’opinione di chi scrive, ma anche e soprattutto in quella di Greg Hamilton, che per sottolineare la qualità della formazione azzurra si avvicina al tavolo dello staff, per stringere la mano al collega.

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