Champions Cup: Amsterdam in semifinale, venerdì 3 sfide decisive

La sorprendente vittoria (7-6) degli Athletics di Magonza sul Neptunus Rotterdam mischia le carte nel girone A della Champions Cup di baseball. Con il successo (14-0 in 7 riprese) della UnipolSai Bologna sui francesi Rouen Huskies, le partite di venerdì 9 giugno (Magonza-Fortitudo Bologna e Rotterdam-Rouen) saranno delle vere e proprie finali per accedere alla seconda fase.
Nel girone B Amsterdam L&D batte (9-2) Rimini e conquista un posto in semifinale. Lo scontro diretto tra i Pirati e la T&A San Marino di venerdì 9 giugno deciderà la seconda classificata.

Alla CNF UnipolSai Bologna si chiedeva di battere un colpo e il segnale è arrivato. I Campioni d’Italia hanno demolito (14-0 in 7 riprese) i francesi Rouen Huskies, che si erano presentati nella prima giornata di Champions Cup con una squillante vittoria ai danni degli Athletics di Magonza, Campioni di Germania.
In una gara del genre, l’enfasi sulla prestazione dell’attacco è naturale, ma per prima cosa occorre evidenziare la prova scintillante di Matteo Bocchi (nella foto di copertina di Lorenzo Bellocchio). Il pitcher di origine parmigiana (scuola Crocetta), che dopo 2 anni trascorsi a Odessa in un Junior College passerà alla Texas University (Divisione Uno della NCAA e la squadra dove si rivelò nientemento che Roger Clemens) ha lanciato una no hit, concedendo ai francesi solo una base ball in 7 riprese e ottenendo 8 strike out.
Venendo all’attacco, spiccano le prestazioni di Fuzzi e Sambucci, autori entrambi di un fuoricampo (back to back in un secondo attacco da 5 punti) e capaci di mettere assieme 7 punti battuti a casa e 3 valide a testa. Hanno battuto 3 valide anche Nosti, Garcia e Ambrosino (schierato battitore designato) e tra i titolari il solo Grimaudo ha chiuso a zero valide.

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La gioia degli Athletics di Magonza dopo la vittoria su Rotterdam (screenshot da Legionaere TV)

Contro i tedeschi Athletics di Magonza, apparsi davvero inermi nella prima giornata contro Rouen, il Neptunus Rotterdam ha voluto scherzare col fuoco e alla fine si è bruciato. I Campioni d’Olanda hanno scelto come partente il giovane (classe 1995) Misja Harcksen, esperienza di 46 partite in Rookie League per i Dodgers, e ne hanno pagato carissime le conseguenze.  Il lanciatore destro è rimasto in pedana per un inning e 6 uomini del secondo e ha concesso 7 punti. Il quinto battitore del secondo attacco tedesco è stato il catcher (e manager) Boldt, veterano del BundesTeam. Un battitore di troppo, perché Boldt ha colpito un grande slam e deciso di fatto la partita.
Contro i rilievi Tomek (che ha ottenuto i 3 out del secondo), Van den Berg (è rimasto in pedana 5 riprese) e Van Driel (ha lanciato l’ottavo, entrando con un corridore in prima), gli Athletics non hanno ottenuto nulla. Ma la rimonta dell’attacco di Rotterdam si è fermata a un punto dalla meta.
Per Magonza ha firmato la vittoria Riley Barr, lanciatore statunitense classe 1991 che ha giocato un po’ ovunque e si era diplomato nel 2015 alla Mexico State University. Barr non è stato aiutato né dalla sua difesa (4 errori) né dalla buona sorte (all’ottavo una valida interna su mazza rotta del catcher olandese Fernandes ha posto i presupposti per 2 punti olandesi), ma alla fine ha firmato la vittoria completando la gara con 119 lanci. Di questi, 8 li ha utilizzati per eliminare in sequenza al nono Daanti, Van der Meer e Dille quando il suo vantaggio si era ridotto a un solo punto.

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Il Rimini ha attribuito una importanza relativa alla sfida con l’Amsterdam L&D, schierando Di Raffaele come partente e rilevandolo dopo 4 riprese con Del Bianco. In verità, la gara sarebbe stata più equilibrata del previsto, se non fosse stato per i 5 errori difensivi dei romagnoli. L’attacco dei Pirati ha infatti battuto lo stesso numero di valide (11) degli olandesi.
Per Amsterdam ha firmato la vittoria l’eterno Rob Cordemans.

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La T&A San Marino ha risolto senza troppo penare la pratica Legionaere, vincendo (13-1) in 7 riprese l’ultima partita del giorno.
A spianare la strada alla T&A ci hanno pensato il partente tedesco Eisenhut (che non ha ottenuto nemmeno un out), il suo rilievo Woehrle (6 basi ball) e la difesa dei Legionari (3 errori).
Florian e Tommaso Cherubini hanno letteralmente passeggiato sul monte.

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